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Il Centro
Regionale Attività
Socio-culturali all'Estero
ed in Sicilia (CRASES)
nasce nel 1970 ad opera del Rev. Don Francesco
Paolo Azzara, delegato nella Arcidiocesi di Palermo
per la Pastorale in favore degli Emigrati Siciliani
all’estero e in Italia.
In effetti era già operativo da
alcuni anni e di fatto esisteva una vasta rete
di collegamenti con i Siciliani residenti in Svizzera,
Germania, Belgio e Gran Bretagna, oltre che a
Torino, in Italia.
Dalla costituzione del CRASES
ad oggi sono passati più di 30 anni, ma il CRASES
non è mutato se non per l’ampliamento dei suoi
orizzonti operativi che si sono aperti, ormai
da tanti anni, anche agli immigrati in Sicilia.
Con il 1° gennaio del 2000 il
CRASES ha rinnovato lo Statuto e si è rinnovato
totalmente con le dimissioni irrevocabili di don
Azzara (che è stato eletto Presidente onorario)
e l’elezione di un nuovo gruppo dirigente di cui
è Presidente il Sig. Gaetano Beltempo.
Ha aperto – e questa è la realtà
più importante – alle Associazioni Siciliane (ed
ai singoli Italiani all’estero) accettandoli come
soci e chiamandoli a determinare la vita e le
attività attraverso elezioni triennali.
Il merito più grande del CRASES
è quello di avere capito che nel corso degli anni
le esigenze degli Italiani all’estero sono mutati
e di conseguenza ha orientato l’indirizzo delle
attività, finalizzate oggi, a soddisfare esigenze
anche di carattere culturale.
Corsi di formazione professionali,
Convegni, Rassegne cinematografiche, Mostre di
Pittura e fotografiche, si sono susseguiti in
questi ultimi anni con grande consenso, non solo
dei nostri connazionali ma anche dei cittadini
dei luoghi ospitanti, oltre che delle Autorità
che all’estero ci rappresentano. Insomma, ci piace
vedere i nostri connazionali orgogliosi del proprio
Paese più che scatenare in loro la nostalgia di
un passato, spesso triste, che ha determinato
le loro partenze; ed è per questo che ad ogni
occasione presenteremo a loro il meglio della
Storia, delle Lettere e delle Arti della Sicilia;
senza per questo trascurare l'aspetto socio-umanitario.
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